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Referendum Thiene

Serve dire altro?

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Nella speranza che la notte porti consiglio e che domani Bersani trovi il modo per rimediare a quello che si delinea come il più grave suicidio politico della storia del centrosinistra.. l'entusiasmo del popolo del PD è tutto in questa immagine

Il circolo del PD incontra il Sindaco Gianni Casarotto

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09/04/2013 - 20:30
09/04/2013 - 22:30

il circolo PD di Thiene è convocato MARTEDI PROSSIMO 9 APRILE, alle ore 20.30, presso la sede di Via Dante

Incontreremo il nostro Sindaco Gianni Casarotto per fare insieme il punto sull'attività amministrativa della Giunta.
Sarà un' occasione per poterci confrontare con il nostro primo cittadino e per porre eventuali domande.
Vi aspettiamo, Andrea Rizzato

 

i Padroni del Veneto/3

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11/04/2013 - 20:30
11/04/2013 - 22:30

i Padroni del Veneto/2

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28/03/2013 - 20:45
28/03/2013 - 22:40

Giovedì 28/3: incontro con Renzo Mazzaro, autore del libro-denuncia "I Padroni del Veneto"  (con la partecipazione di Claudio Rizzato ex consigliere regionale, testimone della politica veneta)

Il libro è l'intreccio tra le vicende politiche ed economiche di questa regione nell'ultima ventina d'anni, e la personale ascesa e caduta del personaggio che l'ha governata per tre lustri recitando la parte del Gianburrasca in salsa locale. Con una ricaduta che peraltro va oltre la cronaca: sulla scena nazionale, il Veneto poco contava all'inizio, poco conta oggi. Insomma, nulla o quasi sembra cambiato dalla celebre definizione di Sergio Romano che tanto irrita l'ex governatore: giganti economici, nani politici. Semmai, anche i giganti cominciano a non essere più tali, come annota con la consueta tagliente chiarezza Francesco Giavazzi, fedelmente riportato dall'autore.
Aggiornato alle ultimissime vicende, incluse quelle legate al passaggio della Lega dal boom al flop, a uno Zaia che guida una Regione ingessata dal vecchio sistema di potere,il libro assume, con le indagini della Procura di Venezia, un'attualità ancora più significativa dell'intreccio tra poteri economici e poteri politici

Vi aspettiamo

Diego Retis

 

La Restituente - di Pippo Civati

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Mi chiedono se la legislatura che inizia tra mille incertezze potrà essere una legislatura Costituente. Credo che la risposta migliore sia quella di immaginare che questa piccola legislatura, con il numero 17 sulle insegne, sia una legislatura restituente.

Che restituisca ai cittadini la democrazia, con una legge elettorale rinnovata che dia a ogni elettore la sovranità che gli compete.

Che restituisca ai cittadini la politica, perché non si superano con un tweet duemila anni di storia, ma la torre d’avorio dei politici va tirata giù, in una relazione costante con gli elettori.

Che restituisca misura alle cose, dai costi della politica da rivedere alle disuguaglianze sociali da attenuare.

Che restituisca dignità a tutti quanti, a chi è più in difficoltà e a chi soffre, ai cittadini e alle istituzioni che li rappresentano.

La Costituente durò pochi mesi, tutto sommato, e fece grandi cose. La Restituente durerà ancora meno, probabilmente, ma potrebbe offrire a chi verrà dopo uno scenario diverso, da cui ripartire con maggiore credibilità e più coraggio.

Indignados in doppiopetto - di Massimo Gramellini

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11 marzo 2013: la storia di 150 parlamentari, eletti per ridurre le tasse ai lavoratori e restituire l’Imu ai pensionati, che invece marciano compatti sotto un tribunale della Repubblica.

Pur di rivendicare l’impunità del proprietario del loro partito, contrabbandata per emergenza nazionale.

Mi piacerebbe conoscere il parere di chi li ha votati. Immagino che avrebbe preferito vederli manifestare davanti a una fabbrica chiusa o a un ufficio di Equitalia fin troppo aperto. Il destino personale del Divo Silvio toglierà forse il sonno alla famosa casalinga di Retequattro, ammesso che esista, ma agli altri? Quelli che lo hanno scelto perché le alternative erano Monti e Bersani potranno anche non andare pazzi per i metodi della Boccassini, ma si identificano davvero nella parabola giudiziaria di un singolo uomo e nella rabbia obbediente dei suoi centurioni? Se è così, siamo perduti. Se un terzo abbondante del nostro Paese è seriamente convinto che il problema più importante, il primo di cui occuparsi, non sia il lavoro che latita o la corruzione che esagera ma l’iter processuale di Berlusconi, significa che stiamo smarrendo la speranza: non di formare un governo, ma di rifondare una comunità.

Clicca qui per leggere il pezzo integrale di Gramellini su La Stampa.it

Il coraggio di cambiare - di Massimo Gramellini

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"Mi ha scritto la collega perugina di Margherita Peccati e Daniela Crispolti, le due impiegate (una precaria) della Regione Umbria uccise senza pietà da quell’uomo fragile e disperato che le aveva erette a simbolo di un sistema. E’ una lettera meravigliosa perché sorprendente. Ti aspetti il dolore per le vittime e lo trovi. Ti aspetti la paura che possa succedere di nuovo e la trovi. Ma ti aspetteresti anche il lamento contro chi ha alimentato questo clima, additando la pubblica amministrazione come luogo di ogni nefandezza, e invece non lo trovi.  

Anziché crogiolarsi nel vittimismo, specialità nazionale, l’impiegata di Perugia scrive: «Se siamo percepiti come poco trasparenti, autoreferenziali e arroganti, forse dovremmo cercare di cambiare, prima che un’ondata di risentimento cieco e indistinto cambi noi, travolgendo tutto». Il cambiamento, e sono parole che andrebbero recitate a memoria come le tabelline, «non arriverà dall’alto e nemmeno un grilleggiante deus ex machina lo potrà attuare, se non sarà la pubblica amministrazione a volerlo, trovando il coraggio di riempire di contenuti quanto sbandiera ma non attua, a cominciare dalla meritocrazia. Dobbiamo smetterla di sentirci “altro” dalla gente, magari anche un po’ superiori, per poi offenderci appena ci chiamano privilegiati».  

Cara signora, taccio il suo nome per non esporla a ritorsioni, ma persone come lei meriterebbero la prima pagina tutti i giorni.
In quest’epoca di licenziamenti continui, anche da se stessi, è consolante imbattersi ancora in qualcuno capace di un’assunzione. Di responsabilità."

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su La Stampa di oggi, 8 marzo 2013. Un motivo in più per porgere alla Signora di Perugia ed a tutte le donne italiane i migliori auguri per una festa importante, spesso sottovalutata

Ospedale di Santorso: le criticità dell'opera pubblica/3

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05/03/2013 - 20:30
05/03/2013 - 22:30

Riunificare, non dividere. Rispetto e modestia - di Jacopo Fo

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"Mi telefonano continuamente cari amici che mi dicono tutti la stessa cosa: che bello che Grillo ha fatto saltare il banco.
E adesso speriamo che trovino un accordo e facciano le riforme essenziali per questo Paese.
Se si ritorna alle elezioni, dopo qualche mese di terrorismo mediatico sullo spread e la bancarotta ingovernabile, rivince Crapa Pelata Pentita e noi ci siamo persi un’occasione epocale.

I miei amici hanno votato Grillo, IngroiaVendola o Bersani.
E non sono solo amici miei, sono anche amici tra di loro.
Cioè, uno del Pd amico con uno del Movimento 5 Stelle. E a volte fanno pure sesso insieme. E magari hanno anche dei bambini insieme.
Gente del Pd che è contenta che l’M5S è il primo partito? Sì.
L’importante per tutti è che si sia arrivati a un punto di rottura.
Alcuni credevano che il miglior cambiamento l’avrebbe portato la vittoria di Bersani. Altri addirittura speravano in Renzi. E ci ho mangiato assieme!!!

Secondo me, Grillo adesso che ha vinto dovrebbe fare un respiro di sollievo. 
Cazzo, hai vinto! Adesso devi cambiare registro.
Ho sentito alcuni dire: “Se si rivà a votare 5 Stelle prende la maggioranza! Suvvia…Mai sottovalutare l’avversario. E mai sopravvalutare gli italiani.
Caro Beppe, non son pochi quelli che non ti seguono fino in fondo, han detto: “Le ho provate tutte, provo anche questa!” Ma se non porti a casa le riforme non ti rivotano!
Hai fatto il botto, lo ha sentito anche NapolitanoFassino verrà ricordato nei secoli come quello che ti ha detto: perché non ci provi te a fare un partito!?! Hai vinto. Non cercare di stravincere.
leggi tutto »

Pensiamoci, oggi

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All'uscita di Monti di qualche giorno fa ('la Merkel mi ha detto che Bersani non le va a genio', o giù di lì) in molti si sono sbizzarriti in commenti e titoli e previsioni e controdichiarazioni. Da Berlino hanno precisato, parecchio seccati, più o meno così: saranno gli italiani a decidere chi vince.

"Ecco. Vorrei che seguissimo alla lettera questa dichiarazione banale e però concretissima.

Se gli italiani decideranno di dare la maggioranza al Pd, non ci sarà bisogno di estendere l’alleanza a nessuno per formare il governo. E ci sarà la possibilità di discutere in Parlamento, con tutti o quasi, delle riforme che hanno bisogno di un sostegno più ampio della maggioranza di governo. E lo si potrà fare senza pasticci, accordicchi, compromessi e soprattuto la cosa che temo di più: gli alibi.

Avremmo voluto fare la riforma del lavoro così e così, ma poi è arrivato Casini che ci ha detto che non si poteva fare e allora…

Ecco, tutto questo lo abbiamo già vissuto nell’ultimo anno. Direi che è sufficiente per tutti.

Se invece, com’è legittimo, molti italiani sceglieranno altre strade, il voto a liste che dichiaratamente non sono interessate a esprimere una guida per il Paese (nemmeno ce l’hanno) o un compiuto progetto di governo, a liste che opteranno per un lavoro di mera interdizione (già lo stanno facendo), a liste infine che nemmeno raggiungeranno il quorum, gli scenari che si apriranno saranno due: o il ritorno al voto (che poi se non vince nessuno, facciamo la bella) o il governo di larghe intese. Non come scelta, come necessità.

Pensiamoci." Oggi. Buon voto.

 

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