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L'opinione di Daniela Sbrollini sulla sentenza che ha parzialmente bocciato la legge 40

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L’on. Sbrollini si schiera a favore della sentenza della Corte europea dei diritti umani, che ha bocciato la legge 40 nella misura in cui impedisce il ricorso alla diagnosi pre-impianto alle coppie portatrici del gene della fibrosi cistica.

L’occasione è stata creata da Rosetta Costa e Walter Pavan, coppia fertile ma portatrice sana di fibrosi cistica, cui è stata negata la possibilità di accedere alla diagnosi pre-impianto che avrebbe permesso loro di verificare anticipatamente che gli embrioni destinati ad essere impiantati nell’utero non fossero affetti dalla malattia. I due hanno presentato ricorso alla Corte di Strasburgo, la quale ha sancito che, così com'è formulata, la legge 40 viola il diritto al rispetto della vita privata e familiare della coppia e cade nell'incoerenza, poiché se da una parte nega la possibilità di diagnosi pre-impianto per le coppie portatrici del gene della fibrosi cistica, permette alle stesse di scegliere la possibilità dell'aborto terapeutico nel caso in cui il feto risultasse affetto da questa malattia.

In merito alle dichiarazioni del Cardinale Bagnasco, Sbrollini afferma: “L’ingerenza della Chiesa è intollerabile e fuori luogo: non si tratta di una battaglia tra credenti e non, ma del rispetto della libertà di scegliere in un Paese laico quale è l’Italia”.

“Fuori luogo – continua la deputata del Pd – è anche l’ingerenza del governo che tramite il ministro della Salute Balduzzi ha annunciato di essere orientato al ricorso: in quanto tecnico, il governo non dovrebbe intervenire su una materia importante ed eticamente sensibile come questa, ma impegnarsi invece a rispettare una sentenza che dà ragione a tante famiglie e a noi donne, che abbiamo arduamente combattuto perché il referendum abolisse tale legge”.

Daniela Sbrollini si dice infine disponibile a riscrivere una nuova legge, a patto che si tratti di una normativa ex novo, che parta dall’abolizione delle legge 40.