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L’agenda delle donne, 8 marzo 2012 - di Daniela Sbrollini

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"Ogni anno per ricordare la data dell’8 marzo, si corre il rischio di cadere nella retorica con luoghi comuni tipo: il giorno di festa, il giorno per dire che tutto va male, il giorno per ricordarci di noi!

Oggi per me, come tutti i giorni, è il momento per dire che bisogna mettere “senza se e senza ma” l’agenda delle donne in testa alle priorità delle politiche sociali Italiane ed Europee; partendo finalmente dal tema della crescita, del lavoro e dei servizi della persona.

L’Italia necessita di una vera e moderna riforma del welfare partendo proprio dalle donne. Il momento giusto è questo, in cui le paure e le preoccupazioni di una crisi senza precedenti, di una disoccupazione in aumento (che colpisce le donne in modo più pesante) e di occupazione non stabile, mette a dura prova il tessuto sociale del nostro Paese.

Un Paese che risulta vecchio, non solo dal punto di vista anagrafico, ma vecchio in quella parte della politica che non vuole cambiare, vecchio nei suoi riti, vecchio nel riproporre ricette economiche e sociali non efficienti e adeguate, vecchio perché ha ancora poche donne nei luoghi che contano.

Il problema è certamente quello della scarsità oggettiva di risorse da reperire, ma di pari passo si deve rafforzare una mentalità nuova accompagnata da un rinnovamento generazionale e di genere.

Cambiamento che nella società si è già manifestato, penso allo straordinario movimento “se non ora quando”, penso ai tanti movimenti di cittadini che segnalano l’urgenza di intervenire sui temi sociali nelle diverse aree del Paese.

 

Oggi, in Italia, c’è un Governo come quello guidato da Monti ed un Parlamento che, finalmente, hanno ripreso a lavorare seriamente dopo anni in cui tutto sembrava ingessato.

Questo cambio di passo ha già prodotto segnali tangibili, penso ad esempio alla legge sull’agevolazione fiscale per le imprese che assumono donne, alle quote rosa nei CDA, ben consapevole che tutto ciò ovviamente non basta.

Bisogna discutere e approvare, con straordinaria rapidità, tutte quelle proposte parlamentari pronte da mesi (alcune anche da anni) che sono ferme in Parlamento.

Bisogna rilanciare il nostro Paese  con interventi già pronti e presentati anche dal PD; faccio per esempio riferimento al piano straordinario di asili nido, alla proposta di rendere i congedi parentali obbligatori per i padri, sino al tema caldo della precarietà del lavoro attraverso una concreta riduzione delle tipologie contrattuali rendendo meno vantaggioso il ricorso ai contratti a tempo.

Bisogna affrontare il tema delle politiche per le disabilità; integrando le tutele e i sostegni alla maternità, e va cancellata la vergognosa norma delle dimissioni in bianco.

 

Ecco, in sintesi, perché l’agenda delle donne è la riforma del welfare!

Imprimere una svolta radicale ad una società immobile, stanca e un po’ rassegnata dev’essere una priorità per tutti. Parole come democrazia, merito, equità, pari opportunità, lavoro e legalità devono essere le priorità da cui ripartire.

Fare “debiti buoni” cioè investire nelle cosiddette infrastrutture umane, significa lavorare per una effettiva parità della rappresentanza.

Questa è, a mio avviso, la chiave di lettura per ricostruire il rapporto tra società e politica (proprio in questi giorni siamo impegnati come parlamentari alla camera in modo trasversale per l’introduzione della doppia preferenza).

Vorrei che oggi, 8 marzo 2012, come in tutti i giorni dell’anno si aggiungesse un mattone in più utile a costruire il nostro presente e il nostro futuro.  Pensiamo di più alle donne e ai giovani per dare speranza all’Italia.

Concludo con una nota triste, oggi il nostro ricordo va invece a tutte le donne che non ci sono più perché uccise dalla mafia, o dalle troppe violenze in famiglia.

Combattiamo assieme con i nostri uomini questo dramma quotidiano delle troppe violenze sulle donne.

On. Daniela Sbrollini"