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Montecchio Precalcino, la corruzione nelle Pubbiche amministrazioni blocca la crescita del Veneto

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10/05/2015 - 20:22

La corruzione costa e costa parecchio alle casse della Pubblica Amministrazione, sia in termini di qualità delle opere che nella sua durata di realizzazione. C’è un impatto diretto sulle casse dello Stato, dunque ancora sui cittadini, dovuto al “differenziale tra il prezzo finale di opere pubbliche e forniture e il loro valore di mercato, generato dalla corruzione che in tempo di crisi sono costi sempre meno sostenibili Sono passati 8427 giorni dal 17 febbraio 1992, inizio dell’inchiesta Mani pulite e ancora torniamo su questo male endemico che zavorra lo sviluppo dell'Italia e spaventa gli investitori esteri. Il ristagno economico dell’Italia, secondo un rapporto redatto dal Centro studi di Confindustria nel 2014 che aveva previsto il Pil rimanere al palo, è causato dai processi decisionali pesantemente influenzati da mazzette e scambi di favori. L’indicatore “crimine organizzato” e la “percezione della corruzione”, stimata dalla classifica di Transparency International vede l’Italia al 69esimo posto su 177 Paesi.

Giovedì scorso a Montecchio Precalcino il circolo del Pd locale ha quindi voluto approfondire questo spinoso problema invitando a parlarne con i candidati vicentini per il consiglio regionale Diego Marchioro e Antonio Dalla Pozza  Ad aprire la conferenza, dopo aver ascoltato la voce registrata di Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituente che ha ricordato il valore del senso civico della Democrazia e del "bene comune" , è stato Paolo De Zen che ha presentato alcune proposte per combattere la corruzione negli appalti

  1. Redigere SEMPRE progetti esecutivi da mettere in gara redatti da studi associati di dimensione adeguata al tipo di progetto e con personale esperto per il lavoro da progettare; molte progettazioni, con gli stessi criteri, potrebbero essere fatte all’interno della P.A.

  2. Disporre di Stazioni Appaltanti composte da strutture tecniche specializzate per i singoli settori di intervento (una strada non è una scuola e gli impianti tecnologici non sono la stessa cosa delle strutture edili) capaci di:

  1. Controllare i progetti che ricevono dai collaboratori esterni

  2. Eseguire la direzione lavori e i collaudi in corso d’opera (vedi intonaci scuola Ostuni e il viadotto della strada Palermo Catania)

  3. Controllare la contabilità finale e fare il collaudo finale dell’opera con personale diverso da chi ha seguito la contabilità e i collaudi in corso d’opera

Criteri affidamento dei lavori

Gli appalti devono avvenire sempre su progetti esecutivi, controllati dai tecnici della stazione appaltante, evitando gli appalti integrati ( progettazione ed esecuzione dei lavori affidati all’impresa); qualora vengano affidati con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa la componente prezzo deve avere un peso prevalente e valutata in maniera lineare e non con formule che ne appiattiscono l’incidenza e che consentono quindi con gli altri parametri (qualità dei materiali e tempi di esecuzione di rendere TROPPO discrezionale l’affidamento dei lavori; inoltre le fideiussioni a garanzia della buona esecuzione dei lavori deve essere data sull’importo stimato per la gara e non sul valore scontato di aggiudicazione.

La commissione che aggiudica gli appalti deve essere composta da tecnici qualificati per il lavoro da eseguire, non avere redatto il progetto esecutivo e scelti all’interno di un albo redatto dall’ANAC.

Requisiti indispensabili per le strutture operative (progettisti, stazioni appaltanti, imprese esecutrici)

  1. Qualora l’Amministrazione si avvalga di strutture professionali esterne queste devono essere composte , per numero e qualità dell’organico adeguate al progetto da redigere,

  2. Le stazioni appaltanti devono avere tecnici specializzati nei lavori da progettare, dirigere e collaudare: impossibile nei piccoli comuni dove il geometra deve fare tutto (strade, scuole, manutenzioni, impianti, illuminazione pubblica….);

  3. Le imprese esecutrici devono essere selezionate tenendo conto della loro organizzazione tecnica (anche in forma consorziata) in grado di produrre, prima di iniziare i lavori, i progetti costruttivi di dettaglio, con le schede tecniche dei materiali che verranno impiegati e che devono essere preventivamente approvati dalla Direzione Lavori della stazione appaltante;

  4. L’impresa esecutrice deve avere una capacità finanziaria, anche attraverso strutture consortili, in grado di dare alla stazione appaltante le garanzie finanziarie per il rispetto delle condizioni contrattuali.

Con questa metodologia le varianti in corso d’opera potrebbero essere ridotte a quasi ZERO

I lavori potrebbero anche essere eseguiti da imprese di piccole e medie dimensioni ma supportate , per gli aspetti tecnici e finanziari, da strutture consortili.

Gli interventi dei due candidati hanno riportato le loro esperienze di amministratori, infatti Diego Marchioro è stato sindaco di Torri di Quartesolo, il quale ha sempre cercato di tenere lontano l'interesse personale da quello pubblico, mentre Antonio Dalla Pozza, attualmente assessore ai lavori pubblici, ha sottolineato quanto si sta facendo a Vicenza per evitare occasioni corruttive. L'amministrazione comunale -ha detto- si è dotata di misure precise per combattere la piaga della corruzione come l'assegnazione oer sorteggio delle pratiche di edilizia privata, il divieto di ricevere da parte dei funzionari di regalie, di rotazione dei subappalti con controlli statistici, nuove regole per la trasparenze e l'obbligo di rendicontare le spese. Il Pd vuole quindi mettere in pirmo piano il problema delle attività clientelari, anticamera della corruzione con misure di trasparenza degli atti, tempi certi nel rilascio delle autorizzazioni e poteri ispettivi con autorità indipendenti regionali. Per Marchioro la differenza tra il passato e il prossimo futuro sarà la moralità della politica.