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veneto anno zero

Tangenti venete,l'affaire Mose

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02/05/2016 - 00:00
Finisce con la sua decadenza da deputato l'era Galan attualmente agli arresti domiciliari per il suo coinvolgimento nella vicenda delle tangenti per il Mose. Si dichiarava di essere lui stesso il Nordest e su questa presunzione fece  del Vento il suo feudo personale. Dopo il terzo mandato Luca Zaia lo costrinse a mollare la presa e per compensare il "doge di venezia" gli fu dato prima il ministero dell'Agricoltura e poi non felice per l'incafico che Galan definiva "ministero delle mozzarelle" gli fu dato quello per la Cultura. Ora vive agli arresti domiciliari con 5000 euro al mese in affito dopo il sequestro della Villa Rodella. Galan era agli arresti domiciliari dal luglio 2014 patteggiando con la Giustizia il suo coinvolgimento per lo scandalo MOSE. Le indagini comunque sulla vicenda delle paratie mobili in laguna sono tuttora in corso in particolare con rogatorie internazionali volte a rintracciare il denaro dato in dazioni per agevolare l'attività del consorzio Venezia Nuova, all'epoca dei fatti retto da Giovanni Mazzacurati. Lo ha detto il procuratore aggiunto Carlo Nordio a margine dell'avvio del processo al tribunale di Venezia, con la discussione sulle questioni preliminari e con gli otto imputati assenti per la vicenda che vede tra questi l'ex ministro Altero Matteoli (corruzione) e l'ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni (finanziamento illecito dei partiti).   "A ventiquattro anni da tangentopoli - ha rilevato Nordio - non è cambiato nulla".
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