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riflessioni

Il Nostro 25 aprile - di Cristina Ruffato

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In occasione del 65° Anniversario della Liberazione è nostro dovere ricordare tutti coloro che si sono sacrificati per la libertà e la democrazia ed è per me un onore condividere con voi oggi la memoria ed il significato di quei momenti anche a nome del Partito Democratico e del gruppo consiliare che rappresento.

Proprio in questi giorni il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito una medaglia d’oro ad una compagnia teatrale di Milano, “ Il Teatro della Cooperativa”, attivamente impegnata nella produzione di uno spettacolo commemorativo di Gina Galeotti Bianchi,  la partigiana Lia.
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Caro PD

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Carissimi amici e-lettori,

in attesa di schiarimenti del "cielo sopra il PD", aspettando che la nube passi oltre che da sopra il cielo italiano anche dalle nostre teste di elettori del centrosinistra leggiamo, sottoscriviamo e vi proponiamo un articolo di Pippo Civati sul PD, pubblicato sull'Unità di sabato 17 aprile. 

Una riflessione che riteniamo valida, a partire dalle semplici considerazioni emerse, come il rendersi conto che l'ordine alfabetico talvolta può ispirare correttamente un ordine di priorità. Buona lettura.

Caro Pd,

«Show, don’t tell», dice qualcuno. Faccelo vedere, il cambiamento, non raccontarlo soltanto.

Non descriverlo per poi non realizzarlo.
Non parlare per mesi di quote rosa, eleggi qualche donna.
Non discettare di ricambio, fai dialogare le generazioni (e fallo, però, un po’ di ricambio, che altrimenti lo fanno gli altri).
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Epifania Pasquale

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Per molte famiglie Pasqua è occasione di ritrovo attorno ad una tavola imbandita di tradizioni, vino e racconti dei nonni. Come spesso capita, per smaltire i fiumi di vino rosso, l'arrosto e l'agnello, quest'anno siamo finiti a passaggiare tra le case della periferia breganzese. Arrivati al campetto da pallacanestro del parchetto pubblico ci siamo avvicinati ad un gruppo di quindicenni e abbiamo chiesto di giocare. "A quali regole?" ci chiedono; "Beh, alle vostre", del resto ci 'ospitavano' loro.

2 venticinquenni che giocano con 4 quindicenni al parchetto.
Nonostante la differenza di età e centimetri ci fanno sudare davvero, ci si diverte. Dopo una mezz'ora, due dei ragazzini si scambiano qualche battuta incomprensibile, chiedo che lingua sia. "Io sono Serbo, sai". "Ah, bastava dirlo prima, ora capisco perché stiamo perdendo" (la scuola slava è una delle migliori per la pallacanestro da sempre).

Si sgomita e si suda ancora per un po' e ce ne andiamo sfiniti, ma con una conferma ed un messaggio ai piani alti dei partiti:

L'integrazione si fa distante dalle camere e dai consigli, si fa direttamente sul campo, meglio se un piccolo playground di periferia.

Astensione: prime riflessioni. Iniziamo anche da qui?

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Democrazia e astensionismo
30.03.10 - di Marco Simoni, per l’Unità

Il politologo americano Robert Dahl, massimo teorico della democrazia, ha osservato che gli stati democratici sono caratterizzati dall’essere moderni, dal loro pluralismo e dal loro dinamismo economico. Se è possibile dibattere sull’evoluzione recente dell’Italia in termini di modernità e di pluralismo, la nostra stagnazione economica ormai ventennale è certamente un dato di fatto.

Tuttavia, ancora poche riflessioni si sono misurate sulle conseguenze che tale stagnazione può avere sulla qualità della democrazia, dunque sulla sua capacità di essere giusta nelle procedure, ed efficace nelle soluzioni. Non si tratta di una questione oziosa, perché il dato altissimo di astenuti alle elezioni regionali, in un paese come il nostro caratterizzato anche recentemente da alti tassi di partecipazione, è certamente una febbre legata a cause più profonde.

Un sondaggio SWG commissionato da Italia Futura due settimane fa ha messo in evidenza non solo l’alta percentuale di elettori orientati all’astensione, dato confermato dal loro comportamento effettivo, ma soprattutto il fatto che questo riguardi la maggioranza (51%) degli elettori tra i 18 e il 35 anni.
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Per capire bisognerebbe leggere e coltivare un po' di memoria

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Inizio anno. Ed è subito Brunetta-show (cose che capitano nei migliori circhi del mondo).

Intervista in puro clima distensivo sulla futura, eventuale, sciagurata (ne leggeremo delle pessime date le premesse) riforma della Costituzione: «La riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall'articolo 1: stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla».


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"Voto: zero." Alè!

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"Ma come è potuto venire in mente, al Pd pugliese (e romano) di allestire una catastrofe politica come quella in corso? Come si fa a silurare un vincitore di primarie (Vendola), nonchè governatore in carica, senza indire nuove primarie? Ora il povero Emiliano, capito che di quell'errore marchiano era al tempo stesso artefice e vittima, corre ai ripari chiedendo egli stesso di andare alle primarie. Ma nel frattempo, grazie a non si sa quale cortocircuito mentale, o sciocca prepotenza di apparato, Emiliano è diventato il candidato del Palazzo, l'uomo imposto dall'alto: proprio lui che diventò sindaco di Bari sulle ali di una forte simpatia popolare.
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Prima di dimenticare

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Ilvo Diamanti, il 27 dicembre 2009, pubblica per Repubblica.it una riflessione fondamentale per questi tempi di fantapolitica.

Una volta letto (e applaudito) abbiamo pensato di segnalarlo qui per i nostri e-lettori.

Non facciamoci "fregare" cari democratici. Non rinunciamo, non andiamo avanti con la rassegnazione di chi ogni giorno vede, legge e sente qualsiasi idiozia e pensa "tanto domani sarà peggio, e tanto il popolo ha già deciso".
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Gli e-lettori di iodem? Vogliono chiarezza dal Partito

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Big ben ha detto stop. Abbiamo chiuso il voto nel sondaggio per sapere i vostri pareri sulla questione della legge sull’omofobia e cerchiamo di vedere un pò come si può considerare il vostro voto.

Ricordiamo innanzitutto la questione: il 13 ottobre 2009, la Camera dei Deputati boccia quella che viene definita la "legge Concia" sull'omofobia. Concia si riferisce all’onorevole Paola Concia (nella foto a dx), PD, che propose di inserire tra le aggravanti dei reati i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».

La legge fu affossata alla Camera dalla maggioranza che appoggiò una pregiudiziale dell’UDC, ma nel Partito Democratico esplose
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Non è mai troppo tardi

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La linea sottile tra democrazia e dittatura

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Da  diversi anni ormai, tra le più varie tipologie di persone circola la stessa domanda, che solitamente finisce per catalogarle in due schieramenti opposti “a prescindere”.
La domanda è: “ma noi, siamo in dittatura”?

Le risposte sono più o meno di tre tipi:
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