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riflessioni

Qualche parola, dopo la tempesta

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Non con la paura, ma con i progetti!

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Cose che accadono qui

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Intelligenza politica/2

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"La ferita numero due" - di Pippo Civati

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La ferita numero due - sabato 15 ottobre, ore 21.46

Le violenze proseguono ancora in via Merulana e questa volta non c'è riferimento gaddiano che tenga. Da qualche ora, sto continuando a pensare a La ferita di Marco Imarisio. Un libro che va letto, non solo per quello che ricorda di Genova, ma per quello che ci insegna circa quello che è successo dopo. Le conseguenze di quel fine settimana, insomma, che fu anche la fine dei no global in Italia. E una ipoteca per un'intera generazione.

I media (almeno quelli che si chiamano così, perché stanno in medio) riprendono con molto equilibrio la giornata. Le cronache distinguono i centomila (qualcuno dice addirittura duecentomila) manifestanti pacifici e sereni dai violenti di piazza San Giovanni e degli altri episodi che hanno purtroppo costellato la giornata.

La notizia migliore di oggi è che gli stronzi sono stati salutati come tali dal corteo. E, nella tristezza con cui si chiude la giornata, è comunque un fatto positivo.

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Urne piene, piazza vuota, la festa di Schio

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Domenica sera la terza festa provinciale del PD, si è chiusa proprio come era cominciata, in un confuso turbinio di rumori metallici e schiamazzi degli attivisti in piena attività di smontaggio.

Dopo 4 giorni di incontri, dibattiti, birre e mangiate sono stati ammainati striscioni e bandiere, calati i gazebo e capannoni. Nelle teste degli organizzatori e dei politici è tempo di bilanci e riflessioni per il futuro. A tre settimane dalle vittorie dei ballottaggi, una dall'entusiasmo del referendum, alla festa è mancato un protagonista fondamentale: il popolo del PD; attivisti e simpatizzanti infatti, hanno risposto alla chiamata in modo tiepido la domenica, scarno gli altri giorni.

Il palco c'era, si sono succeduti nell'ordine Sbrollini, Franceschini, Sradiotto, Concia, Puppato e Serracchiani, tutti molto apprezzati e seguiti dai presenti.

La sostanza di Marco Stradiotto e Laura Puppato, si è intervallata al patos di Paola Concia e Debora Serracchiani, assolutamente deciso l'intervento di Dario Franceschini, che al solito interpreta in modo perfetto il momento politico nazionale e raccoglie la critica della platea "basta con i Calearo e i Luigi Berlinguer".

Un plauso partcolare va riservato ai Valdagnesi ed al gruppo di Giavenale, che hanno proposto una cucina di livello assolutamente sorprendente per una festa.
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Zugliano, Paese dei balocchi?

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La domanda se l'erano posti gli amici di Zugliano nel realizzare l'ultimo numero del loro notiziario locale (clicca qui). 

Zugliano al 45° posto tra i Comuni italiani e primo assoluto nella provincia di Vicenza nella speciale classifica dei "borghi più felici".

Già due giorni dopo la pubblicazione, su questo sito qualcuno avanzava i suoi dubbi. La risposta c'è stata, e piuttosto tecnica dato che un commentatore ha postato l'osservazione presentata dai consiglieri di minoranza del PD il giorno 26 novembre 2007.

A chi faceva notare al Sindaco che forse non è tutto oro quel che (sembra) luccica(re), il Leonardi ha invece risposto polemicamente.

Gli amici del PD di Zugliano hanno una mezza idea di allestire un gazebo per sabato 18. Il materiale che cercheranno di far circolare è quello che trovate qui in allegato.

E pensare che - di Pippo Civati

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E pensare che

Ci hanno fatto votare a metà giugno.
Ci hanno costretto a spendere 300 milioni in più per non associare i referendum alle Amministrative.
Hanno provato a far saltare il referendum sul nucleare con i mezzi più squallidi.
Hanno fatto di tutto perché nessuno venisse a sapere quando e come si votava.
Hanno minimizzato il significato del referendum, banalizzando l'istituto stesso delle consultazioni popolari.
Hanno sperato che il centrosinistra si facesse sorprendere dai soliti distinguo e dalle solite incertezze.

A quanto pare, hanno sbagliato. Parecchio, anche.

Ah già.. in Italia

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«In quale paese un leader sopravviverebbe a un voto di sfiducia dopo essere stato accusato di accordi con la Russia su questioni energetiche, legami con Cosa Nostra, acquisto di voti in parlamento, abuso di potere per far rilasciare una giovane coinvolta in giochi erotici chiamati bunga bunga? E tutto in soli due mesi?».

Così scrive il sito del Guardian. Articolo esteso qui. Ma si sa.. all'estero proprio non ci capiscono. Provinciali, loro..

«Studiare, Protestare» - di Alessandro Gilioli

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"Era inevitabile che prima o poi qualcuno lo dicesse. Pensavo che ci arrivasse prima il mio ortolano Tonino, invece è stato anticipato dal premier: «I veri studenti non protestano, studiano».

Del resto, è quello che dicono da sempre i benpensanti più cupi, dalle rivolte a Berkeley nel 1965 fino a quella contro i generali nell’università di Rangoon nel 1988, passando naturalmente per Parigi 1968.

A chi pensa che la cultura non si mangi, inevitabilmente, sfugge la possibilità che l’università sia per natura luogo di confronto di idee dove nasce quasi di default – parlandosi, tra ragazzi – il desiderio di provare a cambiare un po’ il mondo o almeno il proprio quartiere.

A chi è tanto triste dentro da non aver mai provato a cambiare nulla se non il proprio conto in banca, non si porrà l’ipotesi che si possa non solo protestare e insieme studiare, ma proprio protestare per poter meglio e con più frutti studiare.
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