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mafia

Poi, se volete, continuate pure con l'epitaffio di Andreotti

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09/05/2013 - 00:00
09/05/2013 - 23:59


Voi fate come volete, ma nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978 venne ucciso Peppino Impastato. Morto a 30 anni per combattere un'ingiustizia grande come questo Paese

 

"Grazie, caro papà"

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19/07/2012 - 00:00
19/07/2012 - 23:59

"Il primo pomeriggio di quel 23 maggio studiavo a casa dei miei genitori, preparavo l’esame di diritto commerciale, ero esattamente allo “zenit” del mio percorso universitario. Mio padre era andato, da solo e a piedi, eludendo come solo lui sapeva fare i ragazzi della scorta, dal barbiere Paolo Biondo, nella via Zandonai, dove nel bel mezzo del “taglio” fu raggiunto dalla telefonata di un collega che gli comunicava dell’attentato a Giovanni Falcone lungo l’autostrada Palermo-Punta Raisi.

Ricordo bene che mio padre, ancora con tracce di schiuma da barba sul viso, avendo dimenticato le chiavi di casa bussò alla porta mentre io ero già pietrificato innanzi la televisione che in diretta trasmetteva le prime notizie sull’accaduto. Aprii la porta ad un uomo sconvolto, non ebbi il coraggio di chiedergli nulla né lui proferì parola.

Si cambiò e raccomandandomi di non allontanarmi da casa si precipitò, non ricordo se accompagnato da qualcuno o guidando lui stesso la macchina di servizio, nell’ospedale dove prima Giovanni Falcone, poi Francesca Morvillo, gli sarebbero spirati tra le braccia. Quel giorno per me e per tutta la mia famiglia segnò un momento di non ritorno. Era l’inizio della fine di nostro padre che poco a poco, giorno dopo giorno, fino a quel tragico 19 luglio, salvo rari momenti, non sarebbe stato più lo stesso, quell’uomo dissacrante e sempre pronto a non prendersi sul serio che tutti conoscevamo.

Ho iniziato a piangere la morte di mio padre con lui accanto mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente allestita all’interno del Palazzo di Giustizia. Non potrò mai dimenticare che quel giorno piangevo la scomparsa di un collega ed amico fraterno di mio padre ma in realtà è come se con largo anticipo stessi già piangendo la sua.Dal 23 maggio al 19 luglio divennero assai ricorrenti i sogni di attentati e scene di guerra nella mia città ma la mattina rimuovevo tutto, come se questi incubi non mi riguardassero e soprattutto non riguardassero mio padre, che invece nel mio subconscio era la vittima. Dopo la strage di Capaci, eccetto che nei giorni immediatamente successivi, proseguii i miei studi, sostenendo gli esami di diritto commerciale, scienze delle finanze, diritto tributario e diritto privato dell’economia. In mio padre avvertivo un graduale distacco, lo stesso che avrebbero percepito le mie sorelle, ma lo attribuivo (e giustificavo) al carico di lavoro e di preoccupazioni che lo assalivano in quei giorni. Solo dopo la sua morte seppi da padre Cesare Rattoballi che era un distacco voluto, calcolato, perché gradualmente, e quindi senza particolari traumi, noi figli ci abituassimo alla sua assenza e ci trovassimo un giorno in qualche modo “preparati” qualora a lui fosse toccato lo stesso destino dell’amico e collega Giovanni.
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Qualche parola, dopo la tempesta

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Ne vale la pena. Armando Spataro a Pojana Maggiore

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18/03/2011 - 20:45
18/03/2011 - 23:00

Iniziativa un bel po' fuori porta, ma di sicuro interesse. 

AREA BERICA - fra Storia e Memoria, in collaborazione con SPI-CGIL, Fondazione "Mauro Nordera Busetto - Democratici di Sinistra Vicentini", Docili Presenze Accidentali e Legambiente.

invita, Venerdi' 18 marzo 2011 - ore 20,45
a Pojana Maggiore
- Sala Polivalente "Giusto Geremia"
Via Trieste 5/A

all'iniziativa:

NE VALE LA PENA
STORIA DI TERRORISMI E MAFIE, DI SEGRETI DI STATO E DI GIUSTIZIE OFFESE


Incontro con:

Armando SPATARO - procuratore aggiunto Procura della Repubblica di Milano

Gianni BARBACETTO - giornalista e scrittore

Presenta la serata: Maria Pia CIANI

Veneto: l'ANCE lancia l'allarme "mafia"

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   Secondo quanto riportato dal sito del Sole 24 ore di domenica 28 novembre "è da prendere maledettamente sul serio l'allarme lanciato dall'Ance (l'Associazione nazionale dei costruttori edili) del Veneto: la crisi rischia di spalancare le porte del settore degli appalti alla mafia.
Il Presidente dei costruttori veneti, Stefano Pellicciari, ha spiegato bene il meccanismo perverso che si è innescato. Le imprese sono state costrette dalla crisi a partecipare alle aste con ribassi molto forti e a costruire sottocosto. Per questo, nella speranza che la buriana passasse in fretta, hanno avuto necessità di ricorrere in maniera straordinaria al credito.

La bufera continua, il settore degli appalti non riparte, le aziende sono costrette dalle banche a rientrare. In due anni in Veneto sono fallite 2.500 attività del settore, che hanno lasciato sul terreno oltre 50mila disoccupati. Terreno fertile per la malavita organizzata che ha cominciato a mettere radici nella Serenissima. La denuncia di Pellicciari, coadiuvato anche dai sindacati e dalle cooperative attive nel settore, è seguita da un appello alle autorità, il Governo e la Regione Veneto in primis.
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Un momento per ricordare

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10/09/2010 - 10:30

Lo strappo

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Di questi tempi non è facile leggere o sentire voci fuori dal coro. Tantopiù se a partire da chi dovrebbe fare la voce grossa non arrivano grandi messaggi nonostante le occasioni “ghiotte”. Ecco allora che fa piacere, in seguito alla condanna a 7 anni di Marcello Dell’Utri, senatore PDL e co-fondatore di Forza Italia, leggere le reazioni dei giovani del PDL Siciliano che rispondono in rima all’amico più intimo del Capo.

I fatti
Ricostruiamo brevemente i fatti: ieri, 29 giugno 2010, verso mezzogiorno arriva la notizia: Marcello Dell’Utri è stato condannato a 7 anni per “concorso esterno in associazione mafiosa”, ma viene assolto per le "condotte successive al 1992, perché il fatto non sussiste". Ci si aspetterebbe un’alzata di sciacalli, pronti a non farsi scappare l’occasione per schiacciare questa palla nel campo avversario aldilà della rete. Ci sono tutte le carte in regola per spingere il PDL in un angolo e per un pò non lasciarlo respirare.
Invece poche voci si levano e molte meno veramente incisive (si ricorderà forse la battuta di Di Pietro "speriamo che Berlusconi non lo faccia ministro", unica ad aver lasciato il segno nello stretto giro dei commenti a caldo).
Al contrario, nell’assordante silenzio delle opposizioni, cominciano ad alzarsi vibranti cori di euforia dai banchi del PDL, che prendono coraggio minuto dopo minuto nel lasciare le più disparate dichiarazioni per tracciare il sentiero che dovrà poi seguire la discussione successiva.
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Mafia: parlarne è meglio, altrochè!

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23/04/2010 - 20:45
23/04/2010 - 23:30

Venerdì 23 aprile alle 20.45, nel Salone d’Onore del Palazzo delle Opere Sociali in Piazza Duomo a Vicenza, si terrà una importante iniziativa dei Giovani Democratici e della Rete degli Studenti della provincia di Vicenza sul tema dell’antimafia, dal titolo “Le Mafie esistono (anche al Nord)”.


Dopo l’introduzione del segretario provinciale dei Giovani Democratici Giacomo Possamai, interverrà per un saluto il Sindaco della città Achille Variati.


A seguire il dibattito con tre ospiti di alto livello: Luciano Violante, ex Presidente della Camera e della Commissione Antimafia; Giovanni Impastato, fratello di Peppino dalla cui storia è stato tratto il famoso film “I Cento Passi” di Marco Tullio Giordana, assassinato dalla mafia perché da figlio di mafioso si ribellò al sistema della criminalità organizzata e Don Luigi Merola, prete anticamorra che vive sotto scorta, già parroco del quartiere napoletano di Forcella e consulente dal 2007 della Commissione parlamentare Antimafia.
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Un Paese dalla memoria corta?

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L'11 settembre 2008 su L'Espresso vennero pubblicate con il titolo "Così ho avvelenato Napoli" le dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo relative alle indagini sul traffico di rifiuti gestito dalla camorra, in cui lui stesso dichiara di aver seppellito un milione di merti cubi di rifiuti pericolosi. Queste dichiarazioni chiamavano direttamente in causa Nicola Cosentino, sottosegretario all'economia dell'attuale governo Berlusconi e primo nella lista dei possibili candidati a sostituire Bassolino alla presidenza della Campania. Una vera bomba mediatica che, ispiegabilmente, cadde nel vuoto venendo presto risucchiata nel silenzio della malavita organizzata. Ce ne siamo dimenticati? Passaggi come questi di seguito non possono certo lasciare indifferenti:

"La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni '80, quando lo stesso era...
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Crimini in Corso d’Opera - di Diego Retis

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Esiste ancora la mafia in Veneto?
Questa è stata la domanda che si sono posti gli organizzatori della conferenza pubblica “A Casa Nostra” avvenuta nel teatrino Ex Acli di Montecchio Precalcino venerdì 9 ottobre scorso.

La risposta che hanno dato i relatori della serata, la giornalista Monica Zornetta, autrice del libro "A Casa Nostra, cinquant’anni di mafia in Veneto" (edito da Baldini Castoldi Dalai) e dal sostituto procuratore generale di Venezia Francesco Saverio Pavone, pur dimostrando al numeroso pubblico presente, con dati storici e attuali, una visione confortante sul controllo del fenomeno mafioso da parte della magistratura, rimangono comunque molti lati oscuri e pericolosi.
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